Un anno senza lavoro, 365 giorni senza un motivo costante per cui svegliarsi al mattino.

Ogni giorno Anna si inventa qualcosa, si riempie la vita con altro ma nel frattempo cerca, cerca. Si dice che presto arriverà, che non deve smettere mai di mollare la presa, che non deve mai smettere di cercare il lavoro che le appartiene, che sente suo. Passa le ore su internet a cercare annunci e a mandare cv, trascorre il tempo a leggere, camminare, sentirsi utile.

Ha rinunciato all’autonomia di sempre, è rientrata in schemi non suoi. Rinunciato ai suoi orari, al suo silenzio e al suo spazio. Rinunciato alle passeggiate all’alba senza spiegazioni, a pranzare alle quattro o a non farlo proprio, a riempire la casa con le sue cose, coi suoi colori, rinunciato alla casa che le assomiglia, che le dà riparo quando il mondo fuori non sa farlo.

Rinunciato alle piccole cose, alle piccole spese. Rinunciato alle sue abitudini, alle scelte. Perché senza lavoro non può più scegliere. Rinunci a te, all’idea che hai di te, che avevi di te.

Perché un anno è lungo e Anna si è persa, fa fatica a sottrarsi all’idea che non dipenda da lei, dal suo essere non all’altezza. Le sue sicurezze vacillano, i suoi sorrisi diminuiscono e la forza traballa. Anna però continua a fare il suo dovere malgrado il tempo passi e la gente non l’ascolta più, malgrado gli altri vivano freneticamente la loro vita. Lei è dietro a un vetro a osservare la vita degli altri scorrere e la sua sembra essersi fermata.

E nel frattempo sorride, ascolta, accoglie e fa in modo che la gente non viva il peso delle sue paure, del suo dolore, del suo smarrimento, malgrado sia un anno che non le ha portato via solo il lavoro ma tanto altro. Malgrado a volte sa che certe persone non le rivedrà mai più e che darebbe via un braccio anche solo per rivedere un loro sorriso.

365 giorni in cui si è persa ma grazie ai quali ha fatto una grande scoperta. Qualsiasi cosa accadrà, qualsiasi difficoltà incontrerà, lei perderà mai se, non perderà mai la sua anima libera e piena. Qualsiasi stato vivrà, qualsiasi solitudine incontrerà, lei saprà come sopravvivere. Continuerà ad ascoltare gli altri, ad accoglierli, a inventarsi una nuova attività, un nuovo lavoro. Continuerà ad alimentare se stessa, i suoi sogni, a credere che le cose belle arrivano e durano. Continuerà a sperare.

Perché? Perché sa come alzarsi e ricominciare, perché sa cosa significa guadagnarsi le cose, perché nessuno le ha mai regalato nulla. Perché vive da sempre pensando alla qualità del tempo speso, al valore delle relazioni e delle emozioni che prova. Perché conosce i sacrifici di chi è già partita una volta da zero. Perché sa cosa si prova a tornare da sola a casa da scuola a cinque anni e a tirar fuori l’impermeabile quando piove senza che nessuno la ripari dalla pioggia.