La nave è pronta a salpare.

Poche persone a bordo, a maggio non è da tutti scegliere di andare alle Eolie.

Sveva ha deciso di partire, di lasciarsi per un po’ tutto alle spalle.

Le Eolie poi le hanno sempre regalato quiete e riparo.

Una borsa con pochi vestiti, qualche libro e lo scialle di sua zia Nina.

Reduce da mesi complessi, adesso ha solo voglia di lasciarli sulla terra ferma.

E’ stanca, si sente senza energie. Vuole ricaricarsi e lo fa nell’unico modo che conosce: un viaggio da sola.

Sul ponte osserva la nave lasciare la terra ferma, mille luci in lontananza; da lassù tutto le sembra tremendamente piccolo.

Entra al bar, ordina un cappuccino in monouso e torna all’aperto.

Si siede all’ultimo piano, fa freddo ma lei ha bisogno del vento in faccia. Tutto sembra essersi fermato, prova ad ascoltarsi.

Pensa a suo padre, le manca ogni giorno di più. Pensa a quante cose avrebbe voluto dirgli ancora quella notte e a tutto il tempo sprecato e si perde nella malinconia e in quell’abbraccio mancato.

‘Anche tu alle Eolie?’ Qualcuno interrompe i suoi pensieri.

Si gira. Una donna sulla sessantina dai capelli sale e pepe. Il viso pieno di rughe fa da cornice ai suoi splendidi occhi azzurri.

‘Si, anche io’.

‘A maggio si va per amore ma in due o per ritrovarsi. Tu perché vai?’

Sveva sorride e tace. Le chiede di sedersi e di godersi il cielo.

Anna, così si chiama, la invita ad entrare dentro al caldo.

Si siedono in poltrona. C’è posto ovunque.

Anna vive a Stromboli. E’ vedova di un siciliano che aveva conosciuto in vacanza, morto di cancro dieci anni prima.

Senza figli, racconta che ha scelto di restare nel luogo che la faceva sentire a casa e che ancora le parlava del suo unico grande amore.

Ha una tenuta enorme che d’estate fitta per mantenersi. Tre gatti e un cane e dice che l’unica cosa che le manca sull’isola sono il cinema e una libreria fornita.

Sveva è rapita dai suoi racconti e non si accorge che è quasi l’alba. Non hanno dormito, perché la voglia di conoscersi le ha tenute sveglie.

Stromboli è ormai a portata di naso. Si salutano affettuosamente e decidono di rivedersi almeno una volta prima della partenza.

Sveva è serena e si incammina verso la casa che fitta in ogni sua fuga, la solita casetta con terrazzo sopra l’isola, circondata da fichi d’india.

Appena entra, riconosce ogni piccolo particolare, si sente accolta.

Si sistema, prova a riposare un po’.

Tutto è lento, il tempo sembra essersi fermato. Scende appena sveglia, va a fare la spesa per il suo soggiorno.

Prima di arrivare al market si ferma nel suo posto, una panchina fatta di roccia vulcanica, a picco sul mare.

Si accende la sigaretta e pensa a lui, all’uomo che ama.

Le manca tanto ma ha deciso di allontanarsene. Non è più in grado di aspettare i suoi tempi, non ha più la forza di vivere i suoi dubbi, le sue perplessità.

Ha deciso di scendere dalle montagne russe. Ha capito che per essere felici, bisogna volerlo in due.

Occorre scegliersi, occorre sapere con certezza che la propria vita ha un altro colore senza l’altro.

Quella di Sveva è grigia senza Lorenzo ma lui ancora non sa se è lei la donna che vuole.

Sveva è stanca di rassicurare gli altri, di dare loro la forza, di essere sempre comprensiva.

E’ stanca di difendersi da sola, di entrare in punta di piedi nella vita altrui, di comprendere, di sollevare e rincuorare.

Ha bisogno lei di trovare riparo, di essere abbracciata, rassicurata.

Ha bisogno di iniziare a credere che le cose possano farsi anche in due.

‘Napoli, ancora seduta sei?’

Anna in ape, la prende in giro.

‘Sali, ci prendiamo un aperitivo.’

Vanno al bar Ingrid, Martini e pane cunzato.

Sveva è brilla e stanca ma Anna è energia allo stato puro e sa che quell’incontro non è casuale.

Anna le racconta nei dettagli la sua storia d’amore durata vent’anni, della passione mai finita, dei viaggi, delle risate e della malattia, della dignità con cui l’hanno affrontata.

Un fiume in piena di emozioni.

Sveva trascorre i giorni con la sua nuova amica, si raccontano, condividono paure e sogni, speranze e certezze.

Sveva le parla di Lorenzo , del loro amore e della scelta di lasciarlo libero, anche senza di lei, perché in fondo quello che lei desidera è che lui sia felice.

Anna è contenta che qualcuno finalmente le parli di amore autentico, incondizionato e assoluto ed è sorpresa che ci sia ancora qualcuno in grado di amare per scelta e non per bisogno.

Arriva il giorno della partenza e il tempo sembra essere volato.

Le due nuove amiche si stringono in un abbraccio pieno di gratitudine: entrambe hanno preso qualcosa dall’altra.

Sveva parte felice perché l’isola stavolta le ha regalato una nuova amica.

Le pesa lasciarsi Stromboli alle spalle ma sa che è giusto tornare al suo quotidiano.

Napoli è talmente bella all’alba. Il suo viaggio è giunto al termine.

La nave attracca e lei decide di fare colazione al bar del porto.

Squilla il telefono. E’ presto chi può chiamarla a quest’ora?

‘Sveva, sono Lorenzo, mi manchi, non riesco a respirare senza di te.’

Lei ascolta in silenzio, i suoi occhi sono pieni di lacrime.

E’ pronta a ripartire per il nuovo viaggio, stavolta non più sola.