Leda torna a casa, zuppa di sudore. Ha ripreso a correre e lo fa sempre all’alba come ai vecchi tempi.

Correre di mattina presto le da’ energia per l’intera giornata. Pochissime persone per strada, zero rumori: solo lei e il mare. Ha ripreso i suoi ritmi di sempre da quando è tornata a vivere da sola.

Il momento che preferisce è quello del rientro. Prepara il pane tostato, apparecchia anche se Fabrizio non si ferma a dormire.

Fa colazione subito dopo la doccia, ancora in accappatoio. Miele, pane, mandorle e succo.

La terrazza è piccola ma Leda l’adora. Ci ha piantato menta, basilico e ciclamini e una pianta di mandarini nani.  Alle spalle ha il Vesuvio e di fronte il suo adorato mare.

Ogni volta che si gode i suoi momenti in casa, non può smettere di commuoversi.

E’ stato un anno duro, un anno senza lavoro, senza soldi, senza la libertà di vivere da sola. E pensare che vive da sola da quando ha 23 anni.

Dopo qualche mese dall’assunzione ha trovato finalmente casa.

L’ha sentita sua appena ci è entrata.

Piccola, adatta al massimo a due persone. Luminosa e colorata. La cucina in muratura bianca e blu, il soggiorno con veranda, la terrazza sul mare. D’inverno Leda si addormenta al sole in veranda, sul divano.

Il divano lo ha ereditato dalla proprietaria, insieme alla libreria di legno grezzo.

Quando c’è Fabrizio si concedono le domeniche a poltrire, a decidere al massimo il genere di film da vedere. Spesso lui guarda la televisione e lei legge un libro mentre gli accarezza i capelli.

D’estate la terrazza è viva. Musica, amici e buon vino. Quante ne ha sentite quella terrazza: confidenze, segreti, storie inventate, pettegolezzi, risate, grasse risate.

La casa è il suo riparo, il luogo dove entrare e lasciare il mondo fuori. Il posto che sente suo, dove non ha mai paura. Si sente libera di essere se stessa senza giudizio, senza ansie, senza disagio.

I fiori non mancano mai e neanche il frigo pieno. Le piace poter scegliere, le piace poter credere che anche in caso di guerre nucleari non ha bisogno di nulla. Può chiudersi in casa e stare in quiete.

Leda cerca serenità perché ne è a credito e da quando è tornata a vivere da sola si sente felice.

Si gode il tempo al rientro dal lavoro, si gode le albe e i tramonti, i suoi libri, i suoi bagni caldi, la chiacchierata con la vicina, le notti di luna piena con Fabrizio.

E’ scappata da sempre, ha cercato di risolvere i problemi partendo ma oggi sa che il viaggio più istruttivo che si è concessa è quello dentro di sé e che il regalo più bello che si è fatta è la consapevolezza che la felicità sta nel restare.