Oggi ero in auto e mi trovavo in una zona completamente sconosciuta.

Mille stradine, vicoli, incroci. Un labirinto senza uscita.

Mi sono ritrovata più volte allo stesso punto di prima.

Mi sono persa.

In passato mi sarei avvilita, spaventata. Mi avrebbe dato enormemente fastidio la mancanza di padronanza, di controllo.

Poi mi sono fermata. Parcheggiato in doppia fila, preso il solito caffè macchiato.

Il barista ha capito subito che non ero della zona, che ero “forestiera”.

Io gli ho sorriso e gli ho chiesto di aiutarmi a ritrovare la strada.

”Vai diritto, al primo incrocio a destra e poi lì chiedi”

Dopo cinque minuti ero a destinazione.

Perdersi non è poi così male.

Perdersi serve a lasciare che le cose accadano, a far in modo che la vita fluisca senza il nostro controllo.

Perdersi non esprime debolezza ma semplicemente è la strada per andare incontro a se stessi.

Senza ribellarsi, senza avere fretta, senza pretendere di non avere paura.

Perché perdersi spaventa, smarrisce.

Perché è un territorio sconosciuto, un labirinto da cui si crede non aver uscita.

Un’uscita c’è sempre, basta chiedere aiuto e provare ad avere pazienza.

Le strade sono sconosciute ma ricche di particolari interessanti.

E anche se si ripercorrono sempre le stesse, ogni volta ti attraggono particolari diversi.

Basta non avere la necessità di arrivare alla meta, basta godersi il tragitto, lo spettacolo delle piccole scoperte.

Io mi sono persa mille volte e ogni volta mi sono sentita persa, smarrita.

Adesso non voglio più il siero delle risposte rapide e risolutive.

Adesso accetto che spesso bisogna sperimentare per capire, bisogna sbagliare per conoscersi.

Ecco, mi sono concessa di sbagliare, di non sapere quale strada percorrere.

Ho imparato a fare il morto a galla, a farmi trascinare dal vento, a cercare riparo in posti nuovi, a sentirmi sopraffatta dalla paura, a provare tenerezza per il mio smarrimento.

Ho capito che non si muore a stare da soli in territori sconosciuti.

Ho imparato che la strada per la felicità non è mai una e che perdersi è il preludio alla libertà di essere in equilibrio tra ciò che si ha dentro e ciò che si è fuori.