Le lancette segnavano le dieci, Manuela aveva appena finito di cenare e fissava le lancette, quasi a voler capire le dinamiche del tempo che passa.

Il tempo non è uguale per tutti, ognuno ha il suo. C’è chi fa le cose in fretta, chi con calma.C’è chi corre, chi va piano. C’è chi si ferma e aspetta che gli altri lo tirino fuori dall’attesa, c’è chi è impaziente. Il tempo per imparare un nuovo lavoro, il tempo per correre un’ora di fila, il tempo per fidarsi di un nuovo amico, il tempo per lasciarsi andare all’amore, il tempo di affrontare la realtà.

C’è chi teme il tempo, c’è chi lo considera il suo alibi per non affrontare le cose. Manuela era inquieta da sempre ma si era allenata alla pazienza, alla necessità di dover aspettare, alla consapevolezza che il tempo svela, risponde, dà le risposte che si cercano. Cena, mette in ordine e trascorre le ultime ore del giorno in terrazza. L’aria fresca le riempie finalmente il cuore dopo una giornata pesante.

Non ha voglia di essere paziente, almeno in questi giorni. Ha voglia di pensare a sé, ha voglia di non dedicare tempo a chi non glielo riserva, ha necessità di rivedere e rivalutare. Persone, cose, situazioni. Desidera la testa leggera dopo mesi in cui non se l’è concesso. Desidera vivere secondo le sue di regole e non quelle degli altri, come del resto fa da anni.

La verità è che si sente nuova e ama ciò che prima non amava, non ama più ciò che prima le piaceva tanto. Non vuole più aspettare che le cose cambino, che le persone si trasformino, che le situazioni si evolvano. Vuole accettare la realtà delle cose, accettare che il tempo non la segue o meglio che lei non gli tiene il passo.

Il tempo ci cambia perché cambiano gli eventi e noi con essi. Il tempo passa e noi non possiamo perderci nell’attesa di qualcosa che forse non arriverà mai. Occorre vivere il presente e lasciare che solo una cosa di fermi quando è necessario.

La mente e quella di Manuela spesso correva troppo in fretta.