In ecologia e biologia la resilienza è la capacità di un materiale di autoripararsi dopo un danno e di ritornare al suo stato iniziale.

Magari si potesse fare anche con le ferite, con i sentimenti. Le ferite che non solo si cicatrizzano ma non ti cambiano, non ti fanno diventare un’altra persona. Magari fosse così. Invece noi siamo in continuo divenire, in continuo cambiamento perché la vita è fatta di eventi e circostanze.

Pensiamo all’evento più naturale del mondo. Pensiamo alla nascita. Quanto ci cambia avere un bambino, quanto ci rende magari più responsabili, più ansiosi, più apprensivi. Pensiamo a tutti i cambiamenti che genera una polpetta nuova in famiglia. Pensiamo agli equilibri che si sfasciano, alle certezze che vengono meno.

Riflettiamo sull’evento più triste del mondo: la morte. Pensiamo alla sensazione di dolore sordo che d’un tratto ci accompagna per il resto dei giorni. Pensiamo al senso di smarrimento nuovo che non abbiamo mai conosciuto, al vivere senza un pezzo di noi.

Ci sarebbero tanti altri eventi da richiamare e che cambiano la nostra vita: l’inizio o la fine di una storia d’amore, un licenziamento, un viaggio in India, un corpo nuovo. A volte le persone non si riconoscono più perché hanno perso quaranta chili o perché hanno deciso di stare dalla parte di se stessi.

Ecco, eventi esterni e eventi interni a noi. A volte quelli esterni dobbiamo subirli, altre concordarli. Quanto dobbiamo resistere o quanto dobbiamo essere flessibili per non essere travolti dal cambiamento?

Bisogna semplicemente, mollare il controllo, essere consapevoli che le cose sono in continuo divenire e noi, se vogliamo essere felici dobbiamo essere disposti a dirci che le cose e gli amori finiscono, che la vita finisce e che i lavori cambiano. E se fossimo noi a cambiare e per questo fossimo noi a essere pionieri del nostro destino?

Io non mi faccio domande di questo tipo, ho smesso di farle ma una certezza è  ormai mia. Dove c’è una fine c’è sempre un inizio, c’è sempre un’opportunità. Qualsiasi morte, qualsiasi cambiamento genera rinascita. E’ un lento fluire, un impercettibile divenire ma bisogna essere disposti a vivere un periodo di smarrimento, un periodo in cui non ci si riconosce più. Se siamo disposti a qualche tempo di ignoto, a viverci il cambiamento e l’evento addosso allora saremo felici e pronti ad affrontare la vita senza la necessità di avere tutto sotto controllo.

Se siamo disposti a non sapere più chi siamo (perché dobbiamo sempre sapere chi siamo, cosa vogliamo) allora stiamo davvero andando dalla parte di noi stessi. Perché le risposte arrivano non quando le cerchiamo ma semplicemente mentre viviamo. Perché l’unico modo che abbiamo è imparare ad ascoltarci mentre sperimentiamo, mentre ci riconosciamo un nuovo essere.

Il trucco è stare in equilibrio tra quello che si ha dentro e quello che si esterna. Qualsiasi evento subiamo o qualsiasi cambiamento ci travolge, il trucco è manifestare lo smarrimento, la paura, la fragilità, la gioia o tutto quello che è nella nostra pancia. La mente? Mente. La mente è governata dalla paura del cambiamento, dalla vocina che ci ripete che siamo inadeguati.

Personalmente ho vissuto eventi di vario tipo, non ultimo il volo senza paracadute della morte e ogni giorno avverto che non sono più quella di ieri e neanche quella di domani. Sono, semplicemente.. e questo viaggio mi sembra meraviglioso, perché so che malgrado tutto, malgrado il dolore, malgrado la perdita di certezze e di punti fermi, io in qualche modo farò.

Se anche l’amore dovesse non tornare, se anche il lavoro dovesse cambiare in continuazione, se anche la morte mi togliesse un altro pezzo di me, io so che in qualche modo farei.

In qualche modo continuerei a respirare, a sorridere a una coppia di innamorati, ad amare la mia nuova attività. In qualche modo farei quello che faccio da sempre. Continuerei a vivere in un’altra me, una me diversa, un connubio tra quello che ero e quello che sono senza credere di poter mai tornare al mio stato iniziale.

Come in un autobus in giro per il mondo. Tu sei in viaggio, a volte stanca altre in forma, a volte curiosa, altre silente. Le persone salgono e scendono, nascono e invecchiano. I luoghi e gli scenari cambiano: il buio fa spazio al giorno e viceversa. La primavera in fiore si trasforma in neve fredda e misteriosa e le foglie d’autunno rendono tutto caldo e accogliente. Tu sei lì e sta solo a te decidere se continuare a guardare tutto attraverso un vetro o scendere e goderti lo spettacolo.